Nuovo credito d’imposta 2020 per ricerca, sviluppo e innovazione: una guida essenziale

In cosa consiste il nuovo credito d’imposta 2020? A quanto ammonta il bonus? Cosa si intende per ricerca, sviluppo e innovazione? Chi può beneficiare dell’incentivo? Cosa dice, in sintesi, il testo del decreto 26 maggio 2020 pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 21 luglio?

Disposizioni applicative per nuovo credito d’imposta, per attività di ricerca e sviluppo, di innovazione tecnologica e di design: è questo il titolo del decreto del 26 maggio 2020, attuativo del Piano Transizione 4.0. Il testo prevede importanti incentivi fiscali a sostegno di investimenti in attività di ricerca e sviluppo o innovazione tecnologica. Può fruire del bonus qualsiasi azienda residente nel territorio italiano, a prescindere da comparto di appartenenza, dimensione, forma giuridica e regime fiscale.
In un mercato sempre più competitivo, veloce e complesso come quello attuale, investire in ricerca, sviluppo e innovazione può rappresentare il valore aggiunto in grado di fare la differenza per qualsiasi tipo di business. Beneficiare degli incentivi fiscali previsti del nuovo credito d’Imposta 2020 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 21 luglio) significa quindi cogliere un’importante opportunità per una virtuosa trasformazione in chiave 4.0.

Applicazioni e vantaggi del nuovo credito d’imposta 2020
Sul fronte di ricerca e sviluppo, la disposizione mira a supportare azioni originali messe in atto per acquisire nuove conoscenze scientifiche o tecnologiche e individuarne possibili applicazioni, per trovare nuove soluzioni a obiettivi pratici predeterminati, per realizzare nuovi prodotti o processi di produzione o per migliorare significativamente prodotti/ processi   già   esistenti. Nello specifico, il testo stabilisce che il nuovo credito di imposta 2020 sia ammissibile nel caso in cui si realizzi un miglioramento o un avanzamento delle conoscenze in ambito scientifico o tecnologico e non un mero progresso delle conoscenze/capacità della singola impresa.
Per quanto riguarda il supporto all’innovazione, invece, il provvedimento rappresenta senza dubbio un concreto sostegno a favore di progetti di digitalizzazione, punto di partenza quanto mai necessario per una nuova configurazione aziendale in chiave 4.0.

In cosa consiste il bonus fiscale a favore di ricerca e sviluppo?
Il bonus fiscale a favore di ricerca e sviluppo consiste in un credito d’imposta del 12% della relativa base di calcolo (che deve essere assunta al netto di altre sovvenzioni o contributi ricevuti per le stesse spese ammissibili), nel limite massimo di tre milioni di euro.
L’incentivo viene riconosciuto per gli investimenti in ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico o tecnologico. A regolare queste tre tipologie di intervento è l’articolo 2 del decreto:

  • per ricerca fondamentale si intendono lavori sperimentali o teorici rivolti all’acquisizione di nuove conoscenze   in   campo scientifico o tecnologico
  • la ricerca industriale si riferisce a lavori originali intrapresi per individuare possibili utilizzazioni/applicazioni di nuove conoscenze derivanti da un’attività di ricerca fondamentale o per trovare nuove soluzioni a obiettivi pratici predefiniti
  • lo sviluppo sperimentale concerne invece lavori sistematici, volti ad acquisire ulteriori conoscenze e informazioni per realizzare nuovi prodotti/processi di produzione o per ottimizzare quelli già esistenti

Nuovo credito d’imposta per l’innovazione tecnologica: verso l’azienda 4.0
L’agevolazione fiscale ha disciplinato anche un bonus fiscale applicabile agli investimenti per la transizione ecologica e l’innovazione digitale 4.0. In questo caso, il nuovo credito d’imposta 2020 è stato stabilito al 6% della relativa base di calcolo (al netto delle altre sovvenzioni o di eventuali contributi ricevuti sulle stesse spese ammissibili), nel limite di 1,5 milioni.
Il provvedimento, all’articolo 3, definisce come attività di innovazione tecnologica ammissibili al credito d’imposta i lavori finalizzati  alla  realizzazione  o  all’introduzione  di prodotti o processi nuovi o significativamente migliorati, rispetto a quelli  già realizzati  o  applicati   dall’impresa. Con l’articolo 5 si riconosce  inoltre una maggiorazione al 10%  di bonus fiscale per le attività rivolte al raggiungimento di obiettivi  di  innovazione  digitale in ottica 4.0. Nella fattispecie, il testo si riferisce ad attività rivolte alla trasformazione dei processi aziendali attraverso l’integrazione e l’interconnessione dei fattori, interni ed esterni all’azienda, rilevanti per la creazione di valore.

ICIM SpA è l’ente di certificazione di riferimento in ambito Industria 4.0: fornisce supporto alle imprese che vogliono usufruire del credito per l’innovazione e redige la relazione tecnica di accompagnamento, che deve fornire specifiche informazioni sugli obiettivi di innovazione, con la descrizione dello stato di fatto iniziale e della situazione futura.

Per informazioni industry4.0@icim.it

23 settembre 2020