L’Europa punta sul digitale per stimolare la crescita

Transparent tablet with white business chart on screenAgli inizi di ottobre la Commissione europea ha presentato una nuova strategia per stimolare la produttività delle imprese e della pubblica amministrazione europee attraverso la, così detta, nuvola informatica (cloud computing). È un piano circostanziato, un’ “agenda digitale” che si propone di sfruttare al meglio il potenziale del patrimonio di conoscenze tecniche accessibili o da rendere accessibili informaticamente in Europa, con iniziative per accelerare e accrescere l’accesso a dati informatici in tutti i settori economici.
In tal modo, la Commissione ritiene che si possa conseguire nell’Unione entro il 2020 un aumento annuo del PIL corrispondente a 160 miliardi di euro (circa l’1%) e una crescita netta dell’occupazione di 2,5 milioni di nuovi posti di lavoro.
La nuvola informatica consiste nella memorizzazione di dati (come file di testo, immagini e video) e di software su elementi remoti ai quali gli utenti possono accedere via internet utilizzando gli strumenti e sistemi per loro più comodi o accessibili. È una modalità più rapida, economica, flessibile e potenzialmente più sicura rispetto al ricorso a soluzioni informatiche locali. Molti siti popolari e diffusi, come Facebook, Spotify o la posta elettronica in rete, utilizzano già le tecnologie offerte dal cloud computing, ma i vantaggi economici effettivi si possono ottenere solo con l’uso capillare di questa tecnologia a livello delle imprese e del settore pubblico.
I punti qualificanti della strategia dai quali deriveranno i risultati attesi sono i seguenti:

  1. eliminare gli svantaggi costituiti dal grande numero di norme tecniche vigenti ed impiegate, in modo che gli utenti della nuvola informatica traggano vantaggio da interoperabilità, portabilità dei dati e reversibilità; le norme necessarie dovranno essere identificate entro il 2013;
  2. sostenere i sistemi di certificazione a livello europeo destinati a fornitori affidabili di servizi condivisibili nella nuvola;
  3. elaborare clausole contrattuali tipo che siano sicure ed eque per i contratti relativi ai servizi condivisibili nella nuvola, inclusi accordi sul livello di tali servizi;
  4. creare un partenariato europeo per la nuvola informatica che coinvolga Stati membri e industria, in modo da sfruttare il potere d’acquisto del settore pubblico (pari al 20% di tutta la spesa nel settore delle tecnologie dell’informazione) per orientare il mercato europeo del cloud computing, incrementare la competitività dei provider europei di servizi condivisibili nella nuvola e offrire servizi migliori e più convenienti in materia di e-government.

L’iniziativa costituisce un momento di grande valenza per il processo di integrazione e crescita del vecchio continente, perché la nuvola informatica rappresenta una tecnologia rivoluzionaria per l’economia che aiuta l’unificazione dei mercati nazionali e l’effettiva operabilità dei risultati che sono conseguiti all’applicazione delle regole da tempo introdotte per la costruzione del mercato interno. Ad oggi questo processo registra ancora ritardi che impediscono di fruire di vantaggi economici che molti esperti stimano dell’ordine di miliardi di euro. Il processo di armonizzazione tecnica con la definizione di un unico insieme di norme per tutta l’Europa è infatti ancora incompleto e impedisce al sistema di raggiungere la sua “massa critica”.

Pierangelo Andreini

Ottobre 2012