Legge di Bilancio 2020: la dicitura in fattura per l’accesso al beneficio fiscale del credito di imposta

La Legge 160 del 27 dicembre 2019, c.d. Legge di Bilancio 2020, entrata in vigore il primo gennaio 2020, ha introdotto un credito di imposta di misura variabile, in sostituzione dell’iperammortamento, per le imprese che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi.
La legge ha introdotto l’obbligo per i soggetti che si avvalgono della nuova misura agevolativa, di conservare, pena la revoca del beneficio, le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolabili, recanti un espresso riferimento alla norma.

Il comma 195 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio dispone infatti: “Ai fini dei successivi controlli, i soggetti che si avvalgono del credito d’imposta sono tenuti a conservare, pena la revoca del beneficio, la documentazione idonea a dimostrare l’effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili. A tal fine, le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati devono contenere l’espresso riferimento alle disposizioni dei commi da 184 a 194, quale ad esempio: “Bene agevolabile ai sensi dell’art.1 cc.184-197 Legge n. 160/2019”.
Tale onere documentale si applica indistintamente a tutte le tipologie di beni agevolabili:

  • investimenti in beni strumentali materiali ordinari di cui al comma 188, dell’articolo 1, L. 160/2019 (aliquota del 6% in 5 anni);
  • investimenti in beni strumentali materiali 4.0 di cui al comma 189, dell’articolo 1, L. 160/2019 (aliquota del 40%-20% in 5 anni);
  • investimenti in beni immateriali di cui al comma 190, dell’articolo 1 L. 160/2019 (aliquota del 15% in 3 anni).

Onde evitare spiacevoli contestazioni in fase di controlli, con le risposte agli interpelli numero 438 e 439 pubblicate il 5 ottobre 2020, l’Agenzia delle Entrate fornisce i dovuti chiarimenti e chiarisce che nel caso in cui i documenti non riportino il riferimento all’articolo 1, commi da 184 a 197, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, la possibilità di fruire del beneficio resta subordinata alla previa regolarizzazione dei documenti di spesa posseduti dall’impresa acquirente.
Nel dettaglio, l’Agenzia delle entrate specifica che:

  • in caso di acquisizione del bene a titolo di proprietà, la fattura sprovvista di dicitura non è considerata idonea e determina la conseguente revoca, in sede di eventuale controllo, del beneficio;
  • in caso di acquisizione del bene tramite contratto di locazione finanziaria, il contratto di leasing e le fatture per canoni di locazione sprovvisti di dicitura non sono considerati idonei e determinano la conseguente revoca, in sede di eventuale controllo, del beneficio.

La regolarizzazione dei documenti di spesa posseduti dall’impresa acquirente, potrà avvenire nei seguenti modi:

  • Per i documenti emessi in formato cartaceo, l’impresa acquirente potrà apporre la dicitura sull’originale di ogni fattura, sia di acconto che di saldo, con scrittura indelebile, anche mediante l’utilizzo di un apposito timbro;
  • Per i documenti emessi in formato elettronico, l’impresa acquirente potrà, alternativamente:
  • stampare il documento e apporre la dicitura con scrittura indelebile, anche mediante l’utilizzo di un apposito timbro, che in ogni caso dovrà essere conservato ai sensi dell’articolo 34, comma 6, D.P.R. 600/1973,
  • in alternativa alla scritta indelebile, potrà realizzare un’integrazione elettronica da unire all’originale e da conservare insieme allo stesso, secondo le modalità indicate in tema di inversione contabile nella circolare AdE 14/E/2019. Come precisato nella circolare AdE 13/E/2018, vista la natura del documento elettronico transitato tramite SdI, di per sé non modificabile e quindi non integrabile, qualsiasi integrazione della fattura può essere effettuata secondo le modalità indicate dalla risoluzione AdE 46/E/2017 e le circolari richiamate, ovvero predisponendo un altro documento da allegare al file della fattura da integrare, racchiudente sia i dati necessari per l’integrazione sia gli estremi della stessa. L’impresa acquirente potrà in questo modo evitare di procedere alla materializzazione analogica della fattura originaria ed inviare allo SdI il documento integrato in modo da ridurre gli oneri di consultazione e conservazione.

Per una lettura estesa delle risposte agli interpelli numero 438 e 439 e della Legge di Bilancio 2020 è possibile consultare e scaricare i documenti integrali sul nostro Portale Industria 4.0 e Iperammortamento (link al portale) nella sezione Leggi e Circolari.

ICIM, grazie alla costante collaborazione con Federazione Anima, UCIMU e le altre associazioni imprenditoriali che sostengono il Portale I4.0 monitora costantemente l’evoluzione dei provvedimenti legislativi e fornisce supporto alle imprese per orientare le proprie strategie di investimento.

15 ottobre 2020