La cultura della qualità per un’innovazione sostenibile. La mission di AssoICIM

Vector innovation concept with creative light bulb ideaLe preoccupazioni per il futuro climatico del Pianeta, diversamente condivise dalla scienza e dalla politica, stanno avendo l’indubbio effetto di dare un poderoso colpo di acceleratore al percorso della sostenibilità. Lo testimoniano le crescenti risorse investite nella preservazione dell’ecosistema, tese ad attuare tutte le soluzioni possibili per affrontare la “questione” dell’energia e dell’ambiente che penalizza l’esordio del nuovo secolo. Si tratta di finanziamenti straordinari che potranno concorrere anche al superamento dell’attuale fase congiunturale, che alcuni osservatori ritengono inizi a risolversi. Ma, perché la ripresa sia sostenibile è necessario che le infrastrutture che verranno realizzate siano realmente moderne e innovative, promuovendo l’adozione di modelli di produzione e consumo più efficienti, che assicurino un uso razionale delle risorse, in primis energetiche e idriche, un maggior sfruttamento delle fonti rinnovabili, un’agricoltura e mobilità compatibili con l’ambiente. Si devono sviluppare, quindi, forme di governance intelligenti, adatte alla società della conoscenza e in grado di attualizzare le istituzioni e gli strumenti dell’economia di mercato.
Tra questi, primario è lo strumento della normazione volontaria, ovvero, degli standard tecnici consensuali elaborati dagli enti di normazione, e della connessa attestazione di conformità, tra cui le varie forme di certificazione della qualità. Essi svolgono il ruolo fondamentale di aggregare il consenso degli stakeholder per codificare metodologie e comportamenti in un linguaggio tecnico comune con cui conciliare le diverse politiche con la logica dei libero mercato e ottimizzare il ritorno degli investimenti sul piano economico, ambientale e sociale.
È un ruolo strategico, la cui importanza non è sempre sufficientemente chiara e apprezzata, ma ormai consolidato da anni. Lo dimostra il successo in Europa della politica per la costruzione dei mercato unico, fondata sull’armonizzazione legislativa e tecnica, ovvero sulla fissazione di requisiti comuni di sicurezza, ambientali e di efficienza energetica dei prodotti e sulle varie forme di attestazione di conformità a questi requisiti, effettuate in base a procedure comuni, stabilite dagli standard tecnici, che abilitano la libera circolazione nel mercato unico.
Con il “nuovo approccio”, oltre a dare un nuovo ordine alle attività produttive, divenute troppo complesse per essere governate con la logica del comando-controllo, l’Europa ha legato la crescita alla verifica della qualità, effettuata con il riferimento a una normativa industriale di tipo volontario, accrescendo la competenza, la trasparenza e la fiducia all’interno e anche all’esterno del proprio mercato.
Ciò ha dato un significativo impulso alla normativa volontaria e alla certificazione di conformità, che si sono notevolmente espanse, arrivando ad interessare tutti i settori delle attività economiche. Si è creato, così, un lessico e un sistema di riferimento capaci di innescare un processo di autocontrollo degli effetti negativi delle attività produttive, basato su qualità, verifica e visibilità, e di concorrere alla sostenibilità nel suo più ampio significato. Al proposito valga l’esempio delle norme Iso 26000 sulla responsabilità sociale delle imprese. L’elaborazione delle norme e le verifiche di conformità sono un vettore fondamentale per la sostenibilità dello sviluppo e una chiave per la trasparenza e la competitività. Esse sono un asset della Società della conoscenza, perché sono una via per promuovere l’arricchimento e la partecipazione attiva di operatori ed esperti e per supportare una migliore comprensione della catena delle responsabilità e ricavarne più efficacia. Malgrado ciò il tema è scarsamente dibattuto all’esterno degli organismi preposti, anche se condiziona notevolmente l’attività delle imprese ed è necessario, quindi, che una quota maggiore delle discussioni riguardi l’intreccio tra norme, certificazioni, qualità, e sostenibilità, per indirizzare l’azione e i programmi delle organizzazioni del settore e l’impegno delle categorie produttive.
AssoICIM, e la partecipata ICM S.p.A. con la sua ventennale attività densa di riconoscimenti, hanno da sempre operato in questa direzione con lungimiranza e senso di responsabilità, privilegiando l’innovazione e la sostenibilità, rispettivamente tra le linee di approfondimento culturale e di business dei servizi di certificazione e di valutazione. E ciò perché oggi, molto più di ieri, i fattori di fondo che governano l’economia, quali le tecnologie e le infrastrutture, da cui dipendono, la sicurezza, l’ efficienza e, più in generale, la qualità della vita e dell’ambiente, devono essere ampiamente ridiscussi e riprogettati, come accennato in premessa, rilanciando l’innovazione, che si è sempre dimostrata lo strumento risolutivo per superare le situazioni di stallo in cui il mondo si è periodicamente dibattuto.
Anche prescindendo dalle contestate responsabilità dell’uomo nell’attuale trend di riscaldamento del pianeta, circa le quali, però, gli indizi sembrano sempre più schiaccianti, uno sviluppo basato, come ora, su un utilizzo crescente di energia e materie prime non appare sostenibile. In ogni caso, un dato appare certo: nel 2030 l’umanità potrà oltrepassare gli otto miliardi di individui e, con gli attuali consumi, stante la finitezza delle fonti, non solo energetiche, ma anche minerali, le risorse potranno scarseggiare.
Emblematico di queste preoccupanti prospettive è il sistema dei trasporti, che mondialmente registrerà una crescita formidabile in termini di parco circolante e, quindi, di fabbisogno energetico e di impatto ambientale. La situazione, poi, è particolarmente critica in Italia, dove il 70% degli spostamenti si svolge su percorsi inferiori ai 10 km, ossia in ambito urbano e periurbano, e nel quale i trasporti causano circa un terzo delle emissioni di CO2.
Ciò comporta la necessità di riprogettare il trasporto urbano che, ovviamente, non significa solo il ricorso a nuove modalità e veicoli innovativi, ma significa ridiscutere l’attuale modello di urbanizzazione, invasivo, congestionato e grande consumatore di energia, che ha un forte impatto sull’ambiente.
Significa, quindi, rilanciare l’edilizia su parametri diversi. Ed è ben noto come la riqualificazione dell’edilizia sia una leva formidabile che, in un contesto di regole e garanzie adeguate, tecniche e finanziarie, può agire da subito in favore della ripresa economica e della difesa del clima.
C’è da dire che la crisi ha momentaneamente derubricato il problema energetico, ma già nel 2010, secondo il World Energy Outlook 2009 dell’IEA, la domanda mondiale di energia potrà tornare al livello del 2007 e nuovamente diverrà prioritario il problema dell’approvvigionamento e del costo dell’energia, in favore delle fonti rinnovabili. Peraltro, per il loro sfruttamento le competenze acquisite a livello di R&S già consentono di creare un’ampia rete di industrie attive nella realizzazione dei componenti e dei sistemi di cui nel prossimo futuro è prevista una crescente richiesta, in particolare nel settore degli impianti di generazione elettrica di media e piccola taglia connessi a smart grid capaci di gestirne la diffusa presenza nelle reti di cui pure è previsto lo sviluppo.
Per operare in questo scenario, mantenendo e accrescendo la competitività, le imprese e in generale tutti gli stakeholder devono riconoscere, quindi, l’innovazione come processo centrale delle attività economiche, riprogettando con continuità i fattori produttivi.
Ma ciò comporta anche un costante adeguamento dei servizi resi dagli organismi di certificazione, che, a loro volta, devono approcciare modelli d’impresa innovativi, con la creazione di team multidisciplinari che valutino e attestino l’efficacia delle nuove modalità produttive e la conseguente efficacia dell’allocazione degli investimenti sui progetti di innovazione.
È un compito difficile, per la rapidità del processo di trasformazione in atto, che rende arduo seguirne l’evoluzione, ed è un compito di grande responsabilità, perché con i loro servizi gli organismi di certificazione forniscono gli strumenti per indirizzare il progresso verso il cambiamento nella giusta direzione.
È questa l’attività prioritaria sulla quale l’Associazione è attualmente impegnata, con un intenso programma culturale di approfondimento del ruolo e delle valenze di qualità e certificazione per promuovere l’innovazione e la sostenibilità. Allo scopo AssoICIM ha pianificato lo svolgimento di indagini tese a individuare, in base alle esperienze specifiche dei propri soci e delle aziende certificate dalla partecipata ICIM S.p.A., i modelli innovativi adottati e ciò nelle aree cruciali dell’energia, dell’ambiente e del territorio, nelle quali ricadono le nuove linee di sviluppo del piano strategico della partecipata medesima.
Con questa attività l’Associazione si propone un duplice scopo: da una parte, apprezzare le propensioni delle imprese agli investimenti in innovazione e sostenibilità nei settori nei quali è più opportuno sviluppare servizi innovativi di verifica e certificazione, per determinare se gli investimenti in innovazione portano a ritorni in termini di efficienza di business e di sviluppo sostenibile; dall’altra parte, individuare gli strumenti di tali determinazioni più idonei per dare visibilità alle capacità innovative delle aziende e creare una percezione nuova dell’innovazione sul mercato e nell’ambito istituzionale. E ciò perché in molti casi le imprese e i loro finanziatori non sono in grado di valutare compiutamente le prestazioni delle soluzioni innovative e sostenibili che intendono adottare e il conseguente ritorno dagli investimenti, del quale ricercano garanzie con varie forme di verifica e certificazione da parte di organismi terzi.
Come detto, il complesso intreccio tra qualità, certificazione, innovazione e sostenibilità è scarsamente dibattuto all’esterno degli organismi preposti. Per contribuire a favorirne la discussione, estendendola all’esterno della ristretta cerchia degli addetti ai lavori, AssoICIM ha costruito questa piattaforma web che si propone come ambito culturale e scientifico di scambio e incremento delle conoscenze su aree tematiche di interesse per il mondo produttivo e istituzionale nazionale. La piattaforma costituisce pure un Osservatorio che intende offrire una fotografia accurata e continuamente aggiornata delle tendenze in atto nel mondo imprenditoriale per stimolare la conversazione tra le parti e arricchire il patrimonio di informazioni e conoscenze. Allo scopo, come precedentemente accennato, l’Osservatorio si propone di promuovere l’innovazione e la sostenibilità anche attraverso lo svolgimento e la diffusione di studi e ricerche su aree tematiche a ciò coerenti, monitorando i trend di interesse del Sistema Paese per sensibilizzare le imprese su specifici aspetti emersi dagli studi, in linea con gli obiettivi strategici della partecipata ICIM S.p.A.. In tal modo, l’Osservatorio potrà rendere più intenso e continuativo lo scambio tra i soci, coinvolgendo nel dibattito altre realtà culturali e imprenditoriali che potranno, nel caso, entrare a far parte di AssoICIM. Garante dei contenuti culturali che verranno via via proposti dal portale è il Comitato scientifico dell’Osservatorio, costituito da rappresentati degli associati AssoICIM e da rappresentanti istituzionali e aziendali. Il Comitato ha il compito di identificare gli obiettivi e i temi degli studi e delle ricerche tematiche, validandone i risultati prima della pubblicazione. Inoltre la piattaforma web pubblicherà, con continuità, notizie, informazioni, dati, su specifici profili del complesso intreccio tra qualità, certificazione, innovazione e sostenibilità, elaborate dalla redazione o comunicate dagli associati o dagli utenti che si saranno registrati, che verranno a comporre l’osservatorio in coerenza con il piano editoriale. Quanto alle ricerche, è prevista l’esecuzione di due indagini quali-quantitative all’anno sui temi contemplati dal suddetto piano. I risultati saranno pubblicati nelle pagine dell’Osservatorio ad esse dedicate, con l’obiettivo di approfondire il livello di percezione dei temi specifici di interesse degli stakeholder e dei relativi trend di mercato.
Una prima ricerca è già stata svolta con l’obiettivo di apprezzare i comportamenti e le attività delle imprese italiane nella gestione delle fonti energetiche con approcci innovativi e sostenibili. Ciò al fine di valutarne la sensibilità al ricorso alle fonti rinnovabili (solare, fotovoltaico, eolico o micro eolico, biomasse, geotermica) e all’impiego di tecnologie di efficienza energetica, sia nei processi aziendali che nella gestione delle strutture/immobili. I risultati sono raccolti in un libro bianco, primo della serie, e sono visibili cliccando
Due aspetti significativi emersi dall’analisi dei dati raccolti confermano quanto inizialmente ipotizzato da AssoICIM, ovvero che tra i freni principali che rallentano l’azione delle aziende italiane vi sono la scarsa conoscenza delle soluzioni applicabili e il timore di un ritorno (in termini di efficienza e in termini finanziari) non adeguato dei connessi investimenti, in questo caso rilevato in una alta percentuale del campione (48%).
Ma migliorare l’informazione sulle tecnologie, certificare il valore delle prestazioni che derivano dalla loro applicazione, capitalizzare le competenze necessarie per valutare i ritorni economici, che sono risultati tra i fattori determinanti per una apertura di fiducia nei confronti delle energie rinnovabili, sono fattori che condizionano, ragionevolmente, ogni cambiamento tecnologico. Pertanto, al fine di sostenere la propensione delle imprese e delle istituzioni finanziarie verso scelte innovative e sostenibili, con le prossime ricerche e con le altre iniziative previste dal piano editoriale, AssoICIM proseguirà ad offrire il proprio contributo culturale per alimentare il dibattito e diffondere la conoscenza delle complesse interazioni tra qualità, certificazione e sostenibilità per il miglioramento competitivo del Sistema Italia.

Pierangelo Andreini

Dicembre 2009