Iperammortamento. Scaffalature asservite ai magazzini automatizzati autoportanti

L’Agenzia delle Entrate fa chiarezza sulle modalità di fruizione dell’iperammortamento

La maggiorazione relativa all’iperammortamento che riguarda il costo dellascaffalature autoportanti di magazzini automatizzati deve essere ripartita secondo il coefficiente di ammortamento degli immobili e non quello degli impianti. Questo è quanto dispone l’Agenzia delle Entrate con la recente risposta fornita all’interpello 408. Le scaffalature autoportanti infatti, ai fini della determinazione della vita utile e quindi del loro coefficiente fiscale di ammortamento, svolgono funzioni immobiliari in maniera preponderante rispetto a quelle impiantistiche e per questo il loro costo dovrà essere ripartito in base alla durata fiscale dell’ammortamento dell’immobile di cui costituiscono parte del sistema costruttivo.

Sia quanto disposto dall’ AdE con la risposta all’interpello 408, sia quanto disposto dal Decreto Semplificazioni Dl 135/2018 che aveva reintrodotto tra i costi agevolabili in iperammortamento quelli delle scaffalature autoportanti di magazzini automatizzati, è applicabile oltre che ai nuovi investimenti,  anche a quelli già effettuati, interconnessi e oggetto di attestazione di conformità.  Per tali investimenti, l’AdE chiarisce, sarà sufficiente che il legale rappresentante rediga una autocertificazione, da allegare alla precedente analisi tecnica, nella quale indichi il costo attribuibile alla scaffalatura asservita agli impianti automatici di movimentazione e quindi attesti il maggior costo agevolabile.

In altre parole non si rende obbligatorio procedere a una nuova attestazione di conformità ed analisi tecnica, in quanto queste ultime attengono a requisiti strettamente tecnici e non a profili contabili, fiscali o contrattuali, dei quali ha unica responsabilità il fruitore dell’agevolazione fiscale.

Link al documento normativo

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25 ottobre 2019