Iperammortamento: regole per gli investimenti sostituitivi ed il recapture

La Legge di Stabilità 2018 prevede specifiche disposizioni in materia di investimenti sostituitivi nel corso della fruizione dell’iperammortamento, per evitare che l’agevolazione interferisca con le scelte di investimento delle aziende. Ciò infatti sarebbe in contraddizione con l’obiettivo del Piano Nazionale Industria 4.0 che ha introdotto la misura agevolativa, ossia quello di innalzare il livello tecnologico delle imprese secondo il paradigma 4.0.

La Circolare 8/E, pubblicata il 10 Aprile, interviene su questo tema confermando che la sostituzione di un bene oggetto di iperammortamento non determina la revoca dal beneficio fiscale a patto che il bene nuovo abbia caratteristiche tecnologiche analoghe o superiori al bene precedente e soddisfi i requisiti previsti per l’accesso all’iperammortamento, permettendo quindi all’impresa di mantenere invariato o innalzare il suo livello tecnologico.
Medesimo principio ispiratore viene applicato dall’Agenzia delle Entrate per chiarire l’applicazione del meccanismo di recapture, stabilito dal così detto Decreto Dignità all’art. 7 comma 2, per gli investimenti effettuati a partire dal 15 luglio 2018. L’Agenzia delle Entrate precisa infatti che il recupero dell’iperammortamento si debba applicare alle cessioni dei beni a titolo oneroso sia verso strutture produttive italiane che estere e alle delocalizzazioni verso paesi esteri perché con la cessione del bene si vanifica la finalità dell’incentivo goduto riducendo il proprio livello tecnologico.

Il meccanismo di recapture, viene chiarito, non scatta invece nell’ipotesi in cui il bene iperammortizzabile ceduto venga sostituito da un altro bene dalle caratteristiche uguali o superiori o se sia trasferito nell’ambito di un’azienda o di un ramo d’azienda.
In questo ultimo caso i beni agevolati e l’azienda in cui essi sono inseriti continuano ad essere utilizzati come un complesso unitario, tecnologicamente trasformato, in coerenza con la ratio della norma agevolativa. Pertanto il mutamento della titolarità di un’azienda (o di un ramo d’azienda) che contiene uno o più beni agevolati non comporta il venir meno dell’iper ammortamento, la cui fruizione continuerà, in capo all’avente causa, secondo le regole, i costi e la dinamica temporale originariamente determinati.

Circolare n.8/E

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15 aprile 2019