Incentivi Industria 4.0. 41.000 imprese rischiano sanzioni

Oltre 41.000 imprese rischiano di subire un accertamento dall’Agenzia delle Entrate e di pagare multe salatissime per aver fruito indebitamente dell’incentivo per l’acquisizione di software nell’ambito dei programmi di investimento in chiave Industria 4.0.

Dal 1 gennaio 2017 sono entrati in vigore l’iperammortamento, la possibilità di portare in detrazione un valore pari al 250% dell’investimento in beni materiali 4.0 indicati nell’allegato A, e il relativo incentivo sul software che permetteva di portare in ammortamento il 140% del valore dei beni immateriali elencati nell’allegato B.

La condizione, esplicitata nella legge 11 dicembre 2016, n. 232 – articolo 1, comma 10, riportava la possibilità di fruire dell’incentivo per il software riservata solo ed esclusivamente a chi abbia effettuato almeno un investimento in un bene materiale 4.0.

I dati del Ministero dello Sviluppo Economico riportano 15.291 fruitori dell’iperammortamento al 250% sull’hardware (Allegato A) e 42.459 i fruitori dell’incentivo al 140% sul software. Ma solo 1.448 imprese hanno richiesto correttamente questo incentivo sul software insieme all’iperammortamento sull’hardware.

Le aziende che hanno fruito indebitamente della sola agevolazione sul software sono quindi 41.011.

A meno di errori nei numeri, le aziende potrebbero essere sottoposte ad accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate che, oltre a richiedere indietro gli incentivi indebitamente fruiti, imputeranno interessi di mora e commineranno sanzioni.

Per evitare situazioni spiacevoli, è consigliabile far fare le opportune verifiche a commercialisti o uffici contabili e, nel caso, scegliere la via del ravvedimento operoso.

(Fonte: Innovation Post 18.02.2020)

24 febbraio 2020