Il Parlamento Europeo sostiene il passaggio ai biocarburanti di seconda generazione

BiocarburanteUn progetto di legge per fissare un tetto massimo alla produzione di biocarburanti derivati da colture agricole e per accelerare il passaggio a fonti alternative è stato votato dal Parlamento Europeo. Il piano mira a ridurre le emissioni di gas a effetto serra (GHG), derivanti dal crescente utilizzo di terreni agricoli per le colture impiegate per la produzione di biocarburanti.

Nota: Differenza fra i biocarburanti di prima e seconda generazione
La maggior parte dei biocarburanti di prima generazione è prodotta a partire da zucchero di canna o colza. I biocarburanti di seconda generazione sono prodotti a partire da rifiuti o alghe.

La normativa vigente impone agli Stati membri dell’UE di garantire che, entro il 2020, l’energia rinnovabile rappresenti almeno il 10% del consumo di energia totale nel settore dei trasporti. La nuova normativa stabilisce che:

  1. i biocarburanti di prima generazione (derivati da colture su terreni agricoli) dovrebbero rappresentare entro il 2020 non oltre il 7% del consumo totale di energia nel settore dei trasporti;
  2. i fornitori di combustibili devono riferire ai paesi dell’UE e alla Commissione europea il livello stimato di emissioni di gas serra, causate dal “cambiamento dell’uso indiretto del suolo” (ILUC), vale a dire liberando più colture per la coltivazione di cibo, in modo da compensare il passaggio alla produzione di biocarburante;
  3. la Commissione deve riferire e pubblicare i dati sulle emissioni collegate all’ILUC;
  4. la Commissione deve riferire al Parlamento europeo e al Consiglio dei ministri sulla possibilità di includere i valori relativi alle emissioni collegate all’ILUC nei criteri di sostenibilità già esistenti.

Gli Stati membri dovranno fissare, non più tardi di 18 mesi dopo l’entrata in vigore della direttiva dell’UE, un obiettivo nazionale per la quota di biocarburanti di seconda generazione, per esempio quelli derivati da alcuni tipi di rifiuti, di residui e da nuove fonti come le alghe, nel consumo totale nel settore dei trasporti.

Gli Stati membri devono applicare la normativa entro il 2017.

ICIM è accreditato da ACCREDIA, con il suo schema proprietario ICIM RED IT, per il rilascio della certificazione dei biocarburanti e bioliquidi secondo il Sistema Nazionale di Certificazione, definito dal Decreto 23 gennaio 2012 del Ministero dell’Ambiente di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico e con quello delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.
Inoltre, ICIM ha firmato un agreement con ISCC – International Sustainability & Carbon Certification, uno dei primi schemi europei qualificati, ed è diventato Cooperating Certification Body per lo schema ISCC sui bioliquidi e biocarburanti. Questo gli consente di poter certificare la conformità sia ai requisiti stabiliti per il mercato italiano che per quello europeo, condizione necessaria per effettuare esportazioni fuori dai confini nazionali.

Per maggiori informazioni: Marta Loi (tel. 02 72534254 – e-mail marta.loi@icim.it)