I MOCA. Il valore della certificazione

I MOCA in onda con Striscia la Notizia

Un recente servizio di Striscia la Notizia ha portato l’attenzione del pubblico sul tema dei MOCA, Materiali e Oggetti a Contatto con Alimenti.

Il servizio mette in guardia i telespettatori rispetto a oggetti, contenitori e utensili di cucina privi di marchio CE “bicchiere e forchetta” oppure realizzati con materiali di scarsa qualità, spesso d’importazione e venduti a basso prezzo. È stato evidenziato, anche, come la Legge italiana, per la sua formulazione, lasci, purtroppo, qualche spiraglio ai produttori e importatori senza scrupoli e si è lanciato un appello affinché diventi obbligatorio apporre su tutti i MOCA il marchio che consenta al consumatore di acquistare, a colpo sicuro, oggetti che non mettano in pericolo la salute.

Non è un caso che una trasmissione seguita dal grande pubblico abbia voluto occuparsi del tema: si moltiplicano gli allarmi per la salute dei consumatori e anche l’ultimo report pubblicato dal RASFF – il Rapid Alert System for Food and Feed, ben noto agli addetti ai lavori – ha evidenziato numerose non conformità relative ai MOCA, migrazione di sostanze come formaldeide, ammine aromatiche e metalli pesanti nonché numerose irregolarità bloccate alla frontiera.

Per le aziende del comparto foodtech – che abbraccia un’infinita gamma di oggetti di uso professionale e casalingo destinati ad entrare a contatto con gli alimenti (contenitori, pentole, stoviglie, imballaggi, elettrodomestici e accessori da cucina, macchine per il caffè, affettatrici, ecc.) ma anche macchinari industriali per la lavorazione e la trasformazione degli alimenti, distributori automatici, imballaggi, attrezzature per negozi di generi alimentari, bar e ristoranti, contenitori per il trasporto, fino ai componenti per le macchine alimentari oltre a tubazioni, valvole, serbatori che entrano in contatto con l’acqua destinata alla preparazione degli alimenti – è un momento cruciale per presentarsi sul mercato con le carte in regola.

Il quadro normativo sui MOCA a cui le aziende devono fare riferimento per operare nel rispetto delle disposizioni di legge è particolarmente articolato, in continua evoluzione e non completamente armonizzato. Include diversi Regolamenti europei – dal CE 1935/2004 sulla sicurezza dei MOCA al CE 2023/2006 sulle Buone Pratiche di Fabbricazione (GMP) nei processi di produzione e manutenzione di prodotti destinati a venire a contatto con sostanze alimentari – oltre alle normative nazionali e di dettaglio per i vari materiali: plastica, acciaio, alluminio, cellulosa, vetro, ceramica, ecc.

La certificazione volontaria MOCA-Materiali e Oggetti a Contatto con Alimenti secondo lo schema proprietario di ICIM SpA, unico ente accreditato sui MOCA in Italia, offre alle aziende la possibilità di rispettare in ogni dettaglio la compliance normativa e legislativa. La certificazione MOCA valorizza in modo distintivo l’operato di un’azienda nel suo mercato di riferimento che, attraverso l’attestazione da parte di un ente terzo, può dimostrare di aver applicato le buone pratiche di fabbricazione e aver rispettato tutte le normative di sicurezza alimentare a tutala della salute umana. Si tratta di un vero e proprio “passaporto”, che l’azienda più utilizzare anche in ambito internazionale, come ad esempio per la commercializzazione dei propri prodotti nelle catene di fast food o in ambito Ho.re.ca.

Il percorso certificativo MOCA di ICIM SpA parte da un’analisi documentale del processo produttivo e dei prodotti, si procede con la valutazione dei materiali componenti il prodotto, con la verifica della conformità di tutte le sostanze utilizzate per la fabbricazione e con la definizione del numero dei campioni da esaminare e dei parametri da analizzare. Attraverso l’audit si effettua la valutazione della congruità dei processi produttivi specifici e il prelievo dei prodotti da testare e si procede con l’individuazione delle loro possibili cessioni attraverso i test di laboratorio specifici. A valle dell’esito positivo di audit e test di laboratorio viene emesso il certificato, che ha una validità di 5 anni e prevede sorveglianze e controlli a cadenza annuale.