Energy Efficiency Report 2014

AL’Energy Efficiency Report, giunto alla sua quarta edizione, affronta il tema dell’efficienza energetica in Italia focalizzandosi sui seguenti temi caldi per gli operatori di settore:

  1. gli approcci alla gestione del rischio nei progetti di efficienza energetica;
  2. le modalità di finanziamento;
  3. le soluzioni tecnologiche ICT-based;
  4. le caratteristiche delle differenti configurazioni di filiera in ottica supply chain;
  5. l’isolamento termico industriale.

In particolare, il report analizza gli approcci alla gestione del rischio nei progetti di efficienza energetica, con l’intenzione di identificare le principali strategie di mitigazione dei rischi e di analizzare l’impatto che esse hanno sulla sostenibilità economica dei progetti di efficienza energetica e le modalità contrattuali adottate. Nonostante gli indubbi benefici ascrivibili agli approcci di gestione del rischio, l’analisi del settore italiano dell’efficienza energetica, condotta attraverso l’analisi di circa 100 casi di studio realizzati, dimostra come il tema del Risk Management sia poco noto agli operatori del settore e le strategie di mitigazione adottate siano ancora ad uno stato “embrionale”.
Il report studia inoltre il tema del finanziamento dei progetti di efficienza energetica, fornendo un quadro degli strumenti di finanziamento attualmente utilizzati in Italia e studiando le strategie che facilitano il reperimento di capitali per realizzare questi progetti. Dalla indagine empirica condotta con il coinvolgimento di 80 Energy Service Company (ESCo) e di 35 istituti di finanziamento emerge che gli strumenti attualmente disponibili sono molteplici sia in ambito dei finanziamenti pubblici che di quelli privati. Nonostante quest’ampia disponibilità di strumenti, l’utilizzo del “tradizionale” prestito bancario è ancora oggi predominante. Tuttavia di evidenzia la volontà di invertire questa
tendenza nel futuro, anche attraverso l’auspicato sviluppo di un “fondo di garanzia”. In questo contesto c’è grande attesa per il Fondo nazionale per l’efficienza energetica, di natura rotativa previsto dal D.lgs. 102/2014 del Ministero dello Sviluppo Economico e di cui si attende una definizione dei criteri, delle condizioni e delle modalità di funzionamento ed intervento.
Altro tema di grande attualità affrontato nel report è quello della energy intelligence. L’intento della ricerca è di fornire una mappa delle soluzioni tecnologiche che consentono di raccogliere ed analizzare dati sui consumi energetici degli edifici e dei processi produttivi, oltre che di quantificare i benefici ottenibili dall’utilizzo di queste informazioni. Appare evidente come una diffusione capillare di tali sistemi potrebbe portare ad un notevole beneficio energetico ed economico. Per i sistemi di monitoraggio, il potenziale di risparmio energetico annuo è stimabile in circa 10 TWh termici, che genererebbe un volume medio di 810 milioni di €; per i sistemi di controllo il risparmio energetico medi
ammonterebbe a circa 24,8 TWh termici, a cui si associa un volume di mercato annuo medio di circa 810 milioni di €; infine con i sistemi di supervisione la quantità di energia che potrebbe essere mediamente risparmiata ogni anno sarebbe di circa 40,7 TWh, che genererebbe un volume di mercato medio annuo di circa 1.680 milioni di euro.
Infine, il report fornisce una fotografia della filiera degli interventi di efficienza energetica in Italia, mappando i principali soggetti coinvolti nei diversi possibili ambiti di applicazione, fra cui le Energy Service Companies (ESCo) ed il ruolo che queste giocano nello sviluppo del settore. Il rapporto analizza nel dettaglio complessivamente 9 differenti mercati, per un totale di 14 soluzioni tecnologiche per l’efficienza energetica e 25 configurazioni di filiera rilevanti. Dall’analisi delle differenti configurazioni appare evidente come il volume d’affari maggiori (circa 4.430 milioni di €
all’anno) è ascrivibile a filiere caratterizzate da intermediari “generici” che, molto spesso, non identificano nell’efficienza energetica il settore principale in cui operare e non possiedono esperienza e know-how specifici in materia.
In ultimo il rapporto si focalizza sull’analisi della coibentazione termica industriale, soluzione tecnologica poco menzionata ma che presenta un notevole potenziale di riduzione dei consumi di energia termica nel comparto industriale italiano. Esaminando un processo produttivo caratterizzato da circa 300 m2 di flange e valvole per cui transita calore a 300 °C per circa 5.000 ore all’anno, un investimento in isolamento termico compreso fra di circa 40.000 €, genererebbe un risparmio annuo di circa 1.300 MWh termici ed una riduzione della bolletta energetica stimabile in circa 65.000 € all’anno. Il rapporto stima che il potenziale di risparmio atteso per la coibentazione termica su settori industriali nei quali si riscontrano i maggiori benefici potrebbe giungere a 6,8 TWh termici all’anno associabili a un volume di affari medio di 80 milioni di € all’anno andando a coprire il 9,8% circa dell’obiettivo di risparmio di energia finale definito dalla Strategia Energetica Nazionale (SEN) per l’ambito industriale.

Presentazione “Energy Efficiency Report”