Allarme INAIL per gli infortuni sul lavoro relativi a Covid 19

Rischio sospensioni e sanzioni per le aziende che violano i protocolli di sicurezza – Le soluzioni ICIM Group e ANIMA per le aziende, piccole e grandi, che ripartono.

La fase 3 è cominciata, il “ritorno alla normalità” è la parola d’ordine per tutti, persone e aziende che cercano di recuperare la consueta dimensione lavorativa: persistono, tuttavia, numerosi problemi in merito ai protocolli di sicurezza, in parte fotografati dai dati delle denunce di infortunio sul lavoro.

I bollettini INAIL degli ultimi mesi registrano, infatti, un incremento costante dei contagi sui luoghi di lavoro, con un aumento importante anche dei decessi: nel solo trimestre marzo-maggio 2020 circa tre denunce su quattro riguardano il contagio da Covid-19). I casi si concentrano nel settore della Sanità e assistenza sociale, ovvero ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche, policlinici universitari, RSA e ASL. Accanto all’ambito sanitario, i settori maggiormente colpiti sono i servizi di vigilanza, pulizia, call center, il settore manifatturiero (lavorazione di prodotti chimici, farmaceutici, alimentari), le attività di alloggio e ristorazione e il commercio.
Sono perlopiù ambiti “di necessità”, che impiegano un alto numero di collaboratori con profili estremamente diversi e composti da una pluralità di aziende che hanno dovuto, com’è noto, redigere un “protocollo aziendale” sulla base del protocollo condiviso, allegato al DPCM dello scorso 24 aprile, che ha definito le misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del COVID19 (solo per citarne alcune, modalità di ingresso per personale e fornitori, pulizia e sanificazione, dispositivi di protezione individuale, gestione spazi comuni, turnazione, sorveglianza, costituzione del comitato per l’applicazione e la verifica del protocollo, gestione dei lavoratori sintomatici, ecc.).

Questi primi mesi hanno dimostrato, tuttavia, che non è semplice né automatico tradurre le linee generali nella realtà di ogni impresa: eppure, la mancata attuazione del protocollo a tutela della salute dei lavoratori può determinare sanzioni amministrative e la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.
Per garantire una tutela a 360° della salute dei collaboratori le aziende devono adottare un approccio strutturato e organico: è quindi fondamentale scegliere il partner giusto, in grado di dare efficace supporto e garantire la piena visibilità su tutti i processi di salute e sicurezza all’interno del perimetro aziendale.
A questa esigenza delle aziende di qualsiasi dimensione rispondono ICIM Group e ANIMA con il Quaderno “Ripartiamo insieme in sicurezza”, che fornisce indicazioni metodologiche per la definizione, l’adozione e la corretta implementazione di misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus: fondamentale è l’approccio basato sull’analisi del rischio, che consente alle organizzazioni di prendere le decisioni su dati di fatto.

Confederazione ANIMA e le società che fanno parte del polo di competenze ICIM Group possono affiancare le imprese su tutte le necessità relative alla sicurezza sul posto di lavoro fornendo informazioni e chiarimenti, erogando formazione specifica, aiutando le aziende a definire un proprio protocollo di sicurezza fino all’attestazione finale che comprovi la corretta implementazione di tutte indicazioni contenute nel Quaderno (anche con successive verifiche periodiche): tutto questo sempre nel rispetto della continuità operativa e della produttività aziendale, aspetti fondamentali nella vita di ogni impresa. Si possono rivolgere a ICIM Group anche realtà che hanno già delineato il proprio “protocollo aziendale” e che desiderano verificare il grado di rispondenza delle azioni già effettuate ai necessari parametri: per loro è stato creato il servizio di gap analysis – in presenza o da remoto – con attestazione finale delle misure adottate.

Per maggiori informazioni: ripartiamoinsicurezza@icim.it  – tel. 335 1015632

6 luglio 2020