Rinnovabili: l’alba delle comunità energetiche

rinnovabiliRinnovabili ed efficienza avranno grandi spazi in Italia e saranno driver di risparmio in bolletta ed etica, ridisegnando la mappa sociale in Italia.La generazione distribuita e l’efficienza energetica ridisegneranno la mappa sociale in Italia. Nel 2020, infatti, potrebbero esistere nel nostro paese ben 475mila energy communities, formate dai soggetti più disparati come industrie, condomini, ospedali, centri commerciali, pubbliche amministrazioni che si riuniranno per autoprodurre e consumare energia con ricadute rilevanti per l’economia del sistema paese, ma creando problemi non banali alle utilities che vedrebbero diminuire, e di molto, i propri introiti grazie all’autoconsumo da rinnovabili e alla riduzione dei consumi.
A dare i dati è una ricerca realizzata da Ambrosetti e dal Politecnico di Milano, presentata al secondo forum sull’innovazione energetica organizzato da Gdf Suez, e il volume d’affari di queste comunità potrebbe arrivare a 29 mld di euro, due punti di Pil, con benefici sistemici per il Made in Italy, dalla domotica all’illuminotecnica.

«Gdf Suez – dice Aldo Chiarini, Ad di Gdf Suez Energia Italia – vuole essere il leader della transizione energetica giá partita in Europa. Anche in Italia – continua – il gruppo contribuisce alla crescita ed evoluzione del mercato per assicurare competitivitá, sicurezza degli approvvigionamenti e sostenibilitá ambientale. In questo senso, il gruppo è anche impegnato sul fronte ambientale con un tasso di emissioni del 20% al di sotto della media mondiale e con l’obiettivo di ridurlo di un ulteriore 10% entro il 2020».

In queste forme di “eCollaboration”, come vengono definite dallo studio si ottimizzerà l’uso di energia prodotta da fonti rinnovabili, si agevolerà l’applicazione di misure di efficienza energetica e si otterrebbero vantaggi sui costi delle bollette.
Inoltre secondo l’indagine condotta dall’Istituto Piepoli, il 37% degli intervistati in futuro «potrebbe essere interessato a partecipare ad un progetto di Energy Community». E le motivazioni principali sono il risparmio in bolletta unito al risvolto etico di un minore impatto ambientale. La cosa che appare sconcertante è che di fronte a questi dati sul fronte politico rinnovabili ed efficienza siano ancora sotto attacco, grazie all’azione dei gruppi di pressione delle fonte fossili.

(Fonte: tekneco.it)