Istituti di VigilanzaOggi la sicurezza è uno dei temi fondamentali nelle agende dei governi di tutto il mondo e la sicurezza sussidiaria è concetto consolidato per l’impegno della vigilanza privata in settori per l’economia nazionale come le infrastrutture sensibili.
Efficienza organizzativa, preparazione degli addetti, efficacia degli interventi sono gli obiettivi che sono stati definiti in Italia per la sicurezza della società civile.
Dal 3 settembre 2015 i 3 soggetti che operano nel campo della sicurezza, gli Istituti di Vigilanza, le Centrali Operative e le Figure Professionali, devono sottoposi a verifica di conformità ai requisiti stabiliti dal DM 269/2010 e dal Disciplinare del Capo della Polizia e dalle Norme UNI, EN, ISO di riferimento e sono tenuti a comunicare al Prefetto l’ottenimento della certificazione.

IL QUADRO LEGISLATIVO
Il DM 269/2010, per favorire la qualificazione delle imprese e la qualità dei servizi di vigilanza, disciplina le caratteristiche minime del progetto organizzativo, i requisiti minimi di qualità degli istituti e dei servizi, i requisiti professionali e di capacità tecnica per la direzione dei istituti e per lo svolgimento degli incarichi organizzativi.
Il  DM 115/2014 determina le caratteristiche e requisiti per l’espletamento dei compiti di certificazione indipendente della qualità e della conformità degli istituti di vigilanza privata e dei servizi offerti, nonché le modalità di riconoscimento degli organismi di certificazione indipendente.

Il DISCIPLINARE DEL CAPO DELLA POLIZIA del febbraio 2015 stabilisce, per gli istituti di vigilanza privata, gli elementi significativi per la valutazione del livello di conformità; i criteri di campionamento e i tempi delle verifiche in funzione di dimensioni, assetto organizzativo, numero di sedi; i criteri di campionamento per i servizi oggetto della certificazione in fase di prima certificazione, sorveglianza e rinnovo; le modalità di verifica, e di registrazione, da parte degli organismi di certificazione indipendente.

IL QUADRO NORMATIVO
La norma UNI 10891 “SERVIZI – ISTITUTI DI VIGILANZA PRIVATA – REQUISITI” individua parametri di ‘capacità tecnica’ definiti per tipologie di servizi e ambiti dimensionali tipo in relazione allo sviluppo territoriale dell’attività. Tali parametri riguardano le caratteristiche minime del progetto organizzativo e tecnico operativo, nonché i requisiti minimi di ogni tipologia di servizio erogato comprese modalità di esecuzione, controllo e dotazioni tecniche minime.

La norma UNI CEI EN 50518 “CENTRO DI MONITORAGGIO E RICEZIONE ALLARME” si applica agli istituti che prestano servizi di antincendio, anticrimine, telesoccorso e assistenza sanitaria attraverso una centrale operativa e definisce i criteri progettuali ed organizzativi necessari per erogare i servizi in modo efficiente nel rispetto di specifici indici di qualità.
La norma UNI 10459 “FUNZIONI E PROFILO DEL PROFESSIONISTA DELLA SECURITY AZIENDALE” definisce i requisiti della Figura Professionale in termini di conoscenze, abilità, competenze idonee a garantire la gestione del processo o idonee alla gestione responsabile di attività specialistiche. La norma definisce anche 3 livelli di Figura Professionale

  1. Security Expert: professionista della Security dell’Organizzazione di livello operativo
  2. Security Manager: professionista della Security dell’Organizzazione di livello manageriale
  3. Senior Security Manager: professionista della Security dell’Organizzazione di alto livello manageriale.

 ICIM è organismo di certificazione accreditato da ACCREDIA per tutte e tre le norme di riferimento.

Per maggiori informazioni: Marta Loi (tel. 02 72534254, e-mail marta.loi@icim.it)

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  1. UNI 10459 – Professionista della security