Recentemente ha trovato grande risalto nei maggiori telegiornali la notizia dell’arresto a Roma di una banda di malviventi specializzati in furti in appartamento con l’utilizzo della tecnica denominata “key bumping”, applicabile ai cilindri per serrature. La numerosità dei furti e la particolarità della tecnica hanno riacceso la discussione sulle misure di sicurezza da adottare per diminuire la possibilità che, anche dotandosi di serrature di sicurezza, si possa incorrere in furti in appartamento. Le stesse forze dell’ordine hanno posto in evidenza l’urgenza per le case costruttrici di studiare soluzioni che limitino i rischi, presentando il key bumping – che consiste nell’ottenere l’apertura tramite l’utilizzo di una chiave opportunamente preparata utilizzata come tensore - come una tecnica al momento ancora poco conosciuta. In realtà la tecnica del Key Bumping è conosciuta da tempo dagli operatori del settore e infatti ICIM in collaborazione con l’associazione ERSI – Esperti di Riferme e Serrature Italia, ha sviluppato e applica già da sei anni uno schema di certificazione volontario per valutare la resistenza all’attacco Key Bumping.
ICIM certifica le serrature e i cilindri per serrature secondo specifiche norme di prodotto che classificano i componenti sulla base di requisiti oggettivi come la durabilità meccanica, la massa della porta, la resistenza alla corrosione e alle temperature, la sicurezza dei beni (security) e per le persone (safety).
Le porte blindate vengono classificate in base a una norma specifica di prodotto che contempla attacchi di tipo distruttivo, ma non considera gli aspetti di resistenza all’apertura con destrezza (ovvero manipolando la serratura senza lasciare evidenti segni di scasso): è per questo motivo che diventa importante utilizzare serrature e cilindri per serrature resistenti a questo tipo di attacco.
ICIM certifica anche il controllo della duplica chiavi, uno dei maggiori fattori di rischio di accessi indesiderati. L’apertura con destrezza e la possibilità di avere dupliche di chiavi “fuori controllo” sono causa dei maggiori contenziosi con le compagnie assicuratrici che possono arrivare a bloccare il risarcimento del danno subito.
Non è secondario, inoltre, l’aspetto della valutazione delle competenze professionali di chi ha il compito di indirizzare il consumatore verso la migliore soluzione, in un settore complesso che cambia rapidamente e in cui i non addetti ai lavori faticano a fare una valutazione obiettiva dei diversi prodotti rispetto alle proprie esigenze. Il professionista a cui è demandato il compito di valutare la bontà delle serrature è il serraturiere, figura ancora poco conosciuta in Italia – e spesso confusa con il fabbro - che opera nel campo delle chiusure meccaniche o elettroniche e che è in grado di illustrare al cliente le caratteristiche tecniche e le certificazioni del prodotto che più si adatta alle sue esigenze.
La certificazione ICIM che definisce i parametri richiesti per il riconoscimento del servizio di serraturiere si basa sulla norma ERSI 002-5:11 (Norma ERSI di valutazione del servizio di “serraturiere”) e sul regolamento ICIM 70R053 (Regole particolari per la concessione di autorizzazione all'uso del marchio di conformità ICIM per il servizio di serraturiere).
Lo schema certificativo prevede che il professionista soddisfi diversi requisiti riguardanti l’ambiente di lavoro, le attrezzature e i macchinari utilizzati per la duplica chiavi e per il lavoro in campo, verificando che il loro stato di taratura venga controllato periodicamente. Inoltre vengono esaminate le procedure di lavoro e di assistenza al cliente, al quale va fornita un’informazione completa e trasparente circa i requisiti e le caratteristiche tecniche del prodotto finito e i suoi limiti e modalità di utilizzo; essenziali anche la formazione e l’aggiornamento tecnico del personale e l’etica condivisa dell’organizzazione, che deve essere improntata in primis sui principi della riservatezza.
Ancora una volta ICIM sottolinea, dunque, la centralità del tema della sicurezza quale obiettivo che va perseguito costantemente – indipendentemente da fatti di cronaca che lo riportino in auge - e monitorato con un continuo aggiornamento sulle tecniche produttive e sui metodi di effrazione, anch’essi in continua evoluzione. ICIM, in qualità di Organismo di Certificazione, ha da sempre tenuto in considerazione il tema della “security”, sviluppando schemi di certificazione volontaria di prodotto mirati a verificare le caratteristiche dei prodotti, in accordo con le principali norme applicabili, e diventando leader in Italia in tale ambito.
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