Consigli di lettura per una buona estate

ICIM chiuderà per ferie dal 13 al 17 agosto e augura buone ferie a tutti i clienti e collaboratori.

Per chi approfitterà della pausa estiva per riflettere su nuove idee, suggeriamo due titoli recenti che trattano da diversa angolazione i temi di Industria 4.0. Il primo, “Industria 4.0 – Uomini e macchine nella fabbrica digitale” a cura di Annalisa Magone e Tatiana Mazali, è avvincente e curioso nella prima parte, intitolata “Un viaggio”, basata sulla narrazione delle esperienze raccolte in alcune fabbriche italiane. Raccontare la fabbrica è importante, e in quest’ottica è apprezzabile l’aver dato ad ogni modello un titolo emblematico: la fabbrica officina, la fabbrica che si fa bella, la fabbrica elastica, la fabbrica orografica, la fabbrica degli appassionati, la fabbrica che sa di nuovo, sono tanti modi diversi di rispondere alle esigenze di un mercato e di una produzione che evolvono, reagire all’ambiente, cercare ricette inedite, creare valore.
La seconda parte, che raccoglie contributi di diversi autori, cerca di osservare e mettere in fila fenomeni diversi, analizzandone le linee omogenee e ponendo in evidenza contraddizioni vere o apparenti. La capacità di guardare al tema in termini organizzativi, politici, sociologici e non solo meramente tecnologici è il pregio maggiore di questo libro, che a differenza di altre pubblicazioni è molto misurato nelle sue valutazioni e molto organico nella presentazione di una complessità ancora lontana dall’essere risolta.

Il secondo titolo suggerito è “La nuova chiave a stella – Storie di persone nella fabbrica del futuro di Edoardo Segantini. Il libro ideale per comprendere che Industria 4.0 non riguarda (solo) macchine e tecnologie, ma entra nel lavoro e nelle vite delle persone reali. In questo libro le persone si vedono, si sentono, hanno nomi, storie, vivono in luoghi reali. La lettura è piacevole, leggera ma mai banale. È inoltre un’occasione per leggere (o rileggere) un classico come “La chiave a stella” di Primo Levi. Un inno disincantato e laico al lavoro, inteso come realizzazione umana, che non significa (o almeno non solo) realizzazione sociale, ma realizzazione delle proprie aspirazioni e aspettative, e soddisfazione per l’essere stati in grado di raggiungere un obiettivo.
Scrive Levi in questo libro: “L’amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra: ma questa è una verità che non molti conoscono.”

Augurandoci che possiate tutti amare il vostro lavoro, vi auguriamo Buone Vacanze e un sereno rientro a settembre.

6 agosto 2018